Digital Euro, who needs it?

What is the added value for 90% of the Europeans of the digital Euro?

We would like to know in advance.

We are asking the Decision Makers in Europe to answer our questions.

We assumed  that defeating the Virus was the highest priority in Europe, since economies had been sacrificed in order to counteract the contagion of this mysterious corona (chimeric?) Virus.

But apparently, the Europeans privileged class have another priority, introducing as fast as possibile this digital Euro.   Why do they need the Digital Euro so bad in this terrible emergency for citizens?

Can you please explain to us what are the advantages for thousands of millions Europeans? Especially for those who are now losing their job, their enterprise, the precious contact with their beloved family and friends, their money, their physical and mental health thanks to the never ending extremely chaotic lockdowns?

Thousands of millions were extremely naif when in the Nineties they accepted the false promises of the common currency, they didn’t tell us that it was a poisonous device that at the first serious financial crisis it would destroy our economies and cause impoverishment, unemployment, inequality due to the useless austerity policies imposed on countries with a larger public debt. We trusted the Privileged European Promoters because we were totally unaware of the risks.

We are not going to make the same mistake now. We won’t accept any Digital Euro before the Privileged EU class will tell what are the concrete and tangible advantages of this instrument for 90% of Europeans.

It is said that Central Banks are concerned about the reduction in the use of cash money.

They forget to tell that since March 2020 millions of Europens were forced to pay only with their bankpass. It was not their own choice to pay digital.

It is in any case not in the interest of 90% of the Europeans to eliminate cash money, cash gives you the freedom to buy food as for any reason your bankpass doesn’t work.

It is also said that Central Banks are concerned about Digital Currencies developed by Tech Companies. They fear that new digital currencies like the Facebook Libra could be purchased by consumers and become an alternative world currency. They fear the development of a Private Monetair System.

These are the concerns of the Privileged Class. Legitime concerns, but I don’t see any reason why we should be solidair with a Class that is not solidair with 90% of the Citizens. If their financial ultraliberism permitted to multinational like Facebook to become competitive with Central Banks, the responsibility for this must be taken by the Central Banks themselves. If they are not able to tame and keep under control private competitors it is because they permitted multinationals to gain too much power.

90% of the Europeans have other priorities.  To return as fast as possibile to normality, restart the economy and address unemployment and impoverishment.

 Qual è il valore aggiunto per il 90% degli europei dell’euro digitale?

Ci piacerebbe saperlo in anticipo.

Chiediamo ai responsabili delle decisioni in Europa di rispondere alle nostre domande.

Credevamo che sconfiggere il Virus fosse la massima priorità in Europa, dal momento che intere economie sono state sacrificate per contrastare il contagio di questo misterioso virus corona (chimerico?).

Ma a quanto pare, la classe privilegiata degli europei ha un’altra priorità, introdurre più velocemente possibile questo euro digitale. Perché hanno così tanto bisogno dell’euro digitale in questa terribile emergenza per i cittadini?

Potete spiegarci per favore quali sono i vantaggi per migliaia di milioni di europei? Soprattutto per chi sta perdendo il lavoro, la propria impresa, il prezioso contatto con i propri cari e con gli amici, i propri soldi, la propria salute fisica e mentale grazie a chiusure estremamente caotiche che sembrano non aver mai fine?

Migliaia di milioni di persone hanno peccato di estrema ingenuità quando negli anni Novanta hanno accettato le false promesse della moneta comune, non ci avevano avvertito che l’euro avrebbe potuto trasformarsi in  dispositivo velenoso, un avera camicia di Nesso, che alla prima grave crisi finanziaria avrebbe distrutto le nostre economie e causato impoverimento, disoccupazione, disuguaglianza proprio in applicazione  delle inutili politiche di austerità imposte ai paesi con un debito pubblico maggiore. Ci siamo fidati dei Promotori Privilegiati dell’Euro perché eravamo totalmente inconsapevoli dei rischi.

Non commetteremo lo stesso errore ora. Non accetteremo alcun euro digitale prima che la classe UE privilegiata dirà quali sono i vantaggi concreti e tangibili di questo strumento per il 90% degli europei.

Si dice che le banche centrali siano preoccupate per la riduzione dell’uso del denaro contante.

Si dimenticano di dire che dal marzo 2020 milioni di europei sono stati costretti a pagare solo con il loro bankpass. Non è stata una loro scelta pagare in modalità digitale.

In ogni caso non è nell’interesse del 90% degli europei eliminare il denaro contante, il contante ti dà la libertà di acquistare cibo qualora per qualsiasi motivo il tuo bankpass non dovesse funzionare.

Si dice anche che le banche centrali siano preoccupate per le valute digitali sviluppate dalle società tecnologiche. Temono che nuove valute digitali come Facebook Libra possano essere acquistate dai consumatori e diventare una valuta mondiale alternativa. Temono lo sviluppo di un sistema monetario privato.

Queste sono le preoccupazioni della Classe Privilegiata. Preoccupazioni legali, ma non vedo alcun motivo per cui dovremmo essere solidali con una classe che non è solidale con il 90% dei cittadini. Se il loro ultraliberismo finanziario ha permesso a multinazionali come Facebook di diventare competitive con le banche centrali, la responsabilità di questo deve essere assunta dalle banche centrali stesse. Se non sono in grado di domare e tenere sotto controllo i concorrenti privati ​​è perché hanno permesso alle multinazionali di conquistare troppo potere.

Il 90% degli europei ha altre priorità. Tornare il più velocemente possibile alla normalità, riavviare l’economia e affrontare la disoccupazione e l’impoverimento.

Europa dei cittadini

Disintrecciare l’Eurozona

Disintrecciare l’Eurozona

Perché restare insieme, se ci guardiamo continuamente in cagnesco?

Se la catastrofe globale che si è abbattuta sul mondo è riuscita ad esacerbare ancora di più le differenze, i conflitti? Perché nella sciagura, invece di unirci nell’eurozona siamo lì arroccati, i “frugali” contro gli “scialacquatori”.

In primis l’Italia, alla quale nessuno più vuole “regalare” neppure un centesimo.

Ma vi sembra il linguaggio giusto tra partner? Ma se in una coppia si deve vivere forzatamente così, allora è giunto il momento di divorziare.

Mentre l’onestà reciproca potrebbe offrirci mille modi per aggiustare la separazione nella maniera meno traumatica possibile.

Cerchiamo di essere onesti e dirlo in maniera papale. La moneta unica e l’eurozona hanno reso sempre più difficile e lontana la tanto auspicata promessa di convergenza.

L’unione politica si è allontanata sempre più anche nel nostro immaginario.

Se trenta anni fa eravamo tutti entusiasti all’idea dell’Europa unita (siamo tutti fratelli!)  oggi tremiamo a ogni singolo eurogruppo perché sappiamo che cucinerà nuovi danni e rischi ai nostri paesi.

Prendiamo il Recovery fund. E’una fregatura soprattutto per i paesi che non rispettano i famosi parametri del 3% e 60%. Paesi che nota bene non lo rispettavano dal principio e solo un ingenuo può pensare che con le politiche di austerità arrivino mai a rispettarlo. Paesi che cono stati convinti ad entrare nell’eurozona, anche se non avevano nessuna carta per poterselo permettere. Paesi che addirittura sono riusciti a entrare grazie a irresponsabili artifici contabili come i contratti derivati speculativi che all’Italia costano miliardi ogni anno. E a chi vanno i vantaggi di questi contratti derivati? Nessuno ne parla ma è lecito supporre che vadano  alle grandi banche di sistema del Nord Europa. Qualcuno deve aver appioppato questi derivati all’Italia. Secondo voi in una coppia è lecito far sottoscrivere contratti derivati speculativi all’altro partner?

Già questo basterebbe per intentare una causa di divorzio.

Quindi i paesi scialacquatori possono ricevere aiuti con il miracoloso Recovery Fund solo se taglieranno ulteriormente le loro spese sociali, la sanità, la tutela del territorio, se licenzieranno i dipendenti pubblici, se creeranno ulteriore precarizzazione del lavoro, se privatizzeranno tutti i propri beni, se continueranno a deindustrializzare come sta avvenendo vergognosamente a Terni con la svendita dell’Acciaio, se continueranno a delocalizzare in paesi dove gli operai lavorano per un tozzo di pane, se svenderanno il proprio patrimonio.

Perché l’Italia dovrebbe fare tutti questi danni?

Per essere degna di partecipare all’ambitissimo  banchetto dell’Eurozona, un banchetto dove sei costretto a mangiare gli altri per non essere mangiato?

Magari no.

Salviamo il buono dell’idea di unione, il mercato comune, l’abolizione dei confini interni, l’eliminazione dei dazi interni, la cooperazione internazionale per difendere i diritti, l’ambiente, l’agricoltura biologica, il trasporto pubblico fino a 1000 km su ferrovia e non in aereo, la lotta all’inquinamento di acqua, aria, suolo, la promozione del fotovoltaico, delle energie veramente rinnovabili e pulite. Tutte le cose reciprocamente utili. E cominciamo a disintrecciare quella costruzione tossica che ci sta allontanando sempre più gli uni dagli altri, la moneta unica obbligatoria tra paesi che hanno economie diverse e che non possono essere costretti a fare riforme imposte da un capitalismo sempre più predatorio.

Dobbiamo disintrecciare l’eurozona, cominciare  a ragionare su come farlo in maniera pacifica, arrivare a una separazione consensuale che serva a rafforzare una cooperazione libera e matura basata sull’interesse reciproco e non sulla prepotenza e la prevaricazione del più forte.

Economia

Manifesto elettorale del Partito del Lavoro, una proposta per le prossime elezioni politiche 2018

maastricht2 056Coordinamento Democrazia Costituzionale

Paesi Bassi

 

ATTUAZIONE COSTITUZIONE

 

  1. Attuazione della Costituzione
  1. Stop alla svendita di beni demaniali
  1. Stop alle privatizzazioni di acqua, energia, trasporti, sanità, rifiuti. Ritorno a gestione pubblica di tutti i servizi pubblici essenziali

 

 

TRASPORTI

 

  1. Incentivazione del trasporto pubblico su ferrovia

 

  1. Far ripartire su larga scala il trasporto merci su ferrovia

 

  1. Rilancio dei porti

 

POLITICHE ITALIANI ALL’ESTERO

 

  1. Stop alla (s)vendita di beni demaniali in Italia e all’estero

 

  1. Valorizzazione delle istituzioni italiane all’estero, riducendo il costosissimo personale diplomatico di ruolo e ampliando il contingente di personale assunto localmente.

 

  1. Riformare la legge sugli IIC in modo da rendere possibile un’amministrazione meritocratica e trasparente senza la mole di regolamenti amministrativi difficilmente applicabili all’estero,anche perché contraddittori nell’applicazione e non tarati sulla specifica realtà estera

 

  1. Eliminare l’IMU sulla prima casa in Italia degli iscritti AIRE

 

POLITICA MONETARIA

 

 

  1. Reintroduzione della netta separazione tra banche d’affari e banche di credito

 

  1. Vietare la vendita e l’acquisto di derivati speculativi da parte delle banche di credito

 

  1. Individuare e sanzionare con procedure di risarcimento i dirigenti del Tesoro che hanno sottoscritto contratti derivati

 

  1. Nazionalizzazione Monte dei Paschi di Siena e altre grandi banche di sistema in difficoltà

 

  1. Introduzione a livello nazionale di moneta complementare per far ripartire l’economia

 

  1. Nazionalizzazione Alitalia
  2. Eliminazione del pareggio di bilancio dalla Costituzione

 

POLITICHE SOCIALI

 

  1. Riportare a 65 anni l’età pensionabile

 

POLITICA FISCALE

  1. ridurre l’aliquota IVA su tutti i beni non di lusso

 

  1. Introdurre aliquote fiscali maggiorate oltre i 100.000 euro di reddito lordo annuo e ulteriormente maggiorate oltre i 200.000 euro di reddito lordo annuo

 

  1. Tassare in Italia le multinazionali che producono in Italia

 

OCCUPAZIONE

 

  1. Impegnare 25 miliardi di euro per la creazione di 1 milione di posti di lavoro per giovani laureati nella pubblica amministrazione

 

  1. Incentivazione della creazione di posti di lavoro pubblici a tempo indeterminato nel campo scolastico, sanitario, della cura degli anziani, del risanamento idrogeologico, artistico, dello spettacolo dal vivo, dell’agricolturae dell’allevamento biologico, del riforestamento e della cura die parchi naturali, delle spiagge, del turismo non di massa e rispettoso dell’ambiente

 

  1. Incentivi fiscali e agevolazioni alla creazione di posti di lavoro a tempo indeterminato o tutt’al più determinato

 

  1. Forte riduzione e contrasto del lavoro flessibile e precario

 

 

CREAZIONE NUOVE RISORSE PER SPESA PUBBLICA

 

  1. Riduzione del 50% degli stipendi dei parlamentari e degli alti dirigenti pubblici

 

AMBIENTE

 

  1. Promuovere la cooperazione  a livello europeo nel campo della difesa dell’ambiente

 

  1. bonifica delle zone inquinate da rifiuti tossici industriali

 

  1. Obbligo per i supermercati di reintrodurre su tutte le bevande il vuoto a rendere

 

  1. Azzeramento della produzione di imballaggi non riciclabili

 

  1. Forti incentivi alle piccole e medie aziende che producono alimenti biologici e attuano gestione a rifiuti zero

 

  1. forte opposizione ai trattati CETA e TISA e in particolare alla costituzione di arbitraggi a favore delle multinazionali (come l’ISDS o il MIC)

 

COOPERAZIONE EUROPEA

  1. Rilanciare la cooperazione europea nel campo della cultura, dello spettacolo dal vivo, della tutela dell’ambiente e della ricerca scientifica
  2. Forte riduzione delle spese strutturali dell’apparato burocratico delle istituzioni europee. Ad es. Ridurre drasticamente le inutili spese dei continui spostamenti tra Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo.

 

  1. Maggiore cooperazione e sinergia europea nelle attività di indagine sulla criminalità organizzata multinazionale e sul riciclaggio di denaro sporco

 

SPESE MILITARI

 

  1. Ridurre fortemente le spese militari.

 

 

DIRITTTI

 

  1. Introduzione dello ius soli

 

 

Formazione politica

Scuola di Formazione Politica ad Amsterdam 25 e 26 novembre 2017

CDC.nlIl Coordinamento Democrazia Costituzionale Paesi Bassi organizza una:

 

Scuola di Formazione Politica ad Amsterdam  

25 e 26 novembre 2017

 

For the Many with the Many vs for the Money with the Money

 

Formatori:

Antonino Galloni, professore universitario, economista

Domenico Gallo (Coordinamento Democrazia Costituzionale)

 

 

Gli scopi sono fondamentalmente tre:

 

Prepararsi alle elezioni politiche della primavera 2018 , possibilmente con una lista unica di sinistra per la circoscrizione Europa con candidati eletti dal basso che si sono impegnati seriamente nella campagna per il No e in tutte le battaglie di sinistra (acqua pubblica, contro il pareggio di bilancio, contro le privatizzazioni, contro il Jobs Act, contro il CETA e TTIP ecc.)

 

Crescere politicamente, quindi affrontando in maniera scientifica le problematiche delle continue crisi finanziarie, del debito insostenibile, dell’aggressione all’ambiente, in modo da essere pronti a sostenere il dibattito non solo in campagna elettorale, ma anche nella societa’, contro il pensiero unico liberista.

 

Educare la societa’e in particolare i giovani alla riflessione, a una cultura politica seria e civile,a un attivismo idealista, lontano da qualsiasi tentativo di generalizzazione e razzismo.

 

 

La partecipazione è gratuita. Le spese di viaggio e alloggio sono a carico dei partecipanti.

 

https://www.facebook.com/groups/603594396473838/

www.silviaterribili.org

www.coordinamentodemocraziacostituzionale.it

Formazione politica , , , , , , , , ,

Come possiamo liberarci del debito pubblico non rimborsabile?

Il 24 luglio 2017 abbiamo intervistato Alberto Micalizzi, economista e ricercatore universitario. Collaboratore dell’Istituto di Alti Studi sulla sovranita’ economica e monetaria. Negli anni 2000 ha lavorato nella City di Londra come consulente e gestore di fondi di investimento.
Docente ricercatore presso la SDA Bocconi. Nel 2003 ha conseguito il Ph.D. in Finanza Quantitativa presso l’Imperial College di Londra.

Qui si puo’riascoltare l’intervista:

http://www.salto.nl/programma/onda-italiana/8619909382606ced66fdc85f733dacaf

gli inganni
Il debito. Il buon senso ci ha sempre detto che non si fa il passo più lungo della gamba. Quindi non si chiedono prestiti per comprare qualcosa se non puoi permettertelo, se non hai la certezza di poter ripagare il prestito.

Briciole di saggezza: Non puoi comprarti la macchina, la casa, un nuovo computer, un cellulare se non hai i soldi per farlo.

Secondo me queste briciole di saggezza andrebbero ribadite rifiutando quindi la religione dell’indebitarsi a tutti i costi perché lo vuole chi? Il mercato.

La domanda è: perché le classi dominanti (politica, finanziaria, mediatica, europea) continuano a imporci questo modello disastroso dell’indebitamento a tutti i costi?

RISPOSTA
Il debito pubblico è diverso da quello privato.
Quello privato nasce in genere dal disallineamento tra entrate ed uscite all’interno del bilancio personale o familiare. Quello pubblico nasce invece in gran parte da una convenzione contabile e potrebbe non esserci affatto.

Come caso estremo infatti dobbiamo comprendere che uno Stato sovrani che emettesse moneta attraverso il proprio Tesoro non avrebbe debito pubblico. Emetterebbe la moneta che serve e scriverebbe questa moneta come attivo non come passivo. L’attivo sarebbe controbilanciato dal valore creato per la collettività.

Quindi uno Stato sovrano ha debito se decide di farsi prestare i soldi da un ente terzo, sia esso privato o pubblico. A sua volta, tale debito va distinto in reale e figurativo. E’ reale se il terzo è economicamente indipendente dal Governo, altrimenti è figurativo.

Facciamo un esempio. Fino all’entrata nell’Euro la Banca d’Italia era un istituto di diritto pubblico a servizio dello Stato. Prestava soldi al Tesoro italiano ma il debito risultante era figurativo o strumentale nel senso che non andava realmente rimborsato perché serviva ad immettere liquidità nel sistema per far funzionare gli scambi.

La mia proposta è di considerare similmente figurativo o strumentale il debito attualmente risultante non solo verso Banca d’italia ma anche verso BCE e le altre banche commerciali dell’Eurozona in quanto ha la stessa origine.

DOMANDA:

Quindi non è vero che il debito nasce dal fatto che siamo stati spendaccioni?

RISPOSTA:

Se guardiamo alla spesa pubblica come percentuale del PIL, negli ultimi 30 anni l’Italia si colloca a metà strada tra Francia, Germania e UK, con una percentuale di spesa del 40-45%… Quindi non è vero che siamo stati spendaccioni.

DOMANDA:

E’vero che lo stato italiano deve indebitarsi con la BCE per effettuare qualsiasi tipo di spesa pubblica?
Non con la BCE ma con le banche del sistema. Vero.

…continua…

Radio Onda Italiana , , , , , , ,

Vittoria di Trump, ennesima sconfitta della globalizzazione

Ammettiamolo, la vittoria di Trump cosi come la Brexit, è l’ennesima sconfitta (da destra ) del capitalismo e della globalizzazione.

Purtroppo la sinistra, come di consueto, non vede, non sente, non capisce.

Vogliamo riprenderci il futuro costruendo pazientemente, dal basso, un’Alternativa Globale di Sinistra?p1070813

 

Economia

Just to please J.P. Morgan

p1060899

 

A lecture/debate in English

On Saturday 11 november 2016

 20:30 hrs

Het Spinhuis, Amsterdam

Singel 165a

 

 

On the theme:

J.P.Morgan urges Southern countries to reform their Constitutional Laws

 

J.P.Morgan urges political reforms in Southern Europe countries. Neoliberal governments are eager to follow the dictats of multinationals.  This is the case now in Italy where a small majority in the Parliament changed the constitutional law by transforming radically one third of the articles.

As a result the Senate will not be elected anymore by the citizens, two thirds of the Members of the 2nd Chamber will be nominated by the heads of the parties and all public utilities (like water, energy, transports, health) will be privatized and sold out to multinationals. Moreover the central government will  get the right to take the final decision on all kind of big infrastructures and plants even if the Region concerned is against it (think of power plants, of fracking permissions).

J.M. Morgan literally says :
“Political systems around the periphery typically display several of the following features: weak executives; weak central states relative to regions; constitutional protection of labour rights; consensus building systems which foster political clientalism; and the right to protest if unwelcome changes are made to the political status quo. The shortcomings of this political legacy have been revealed by the crisis. Countries around the periphery have only been partially successful in producing fiscal and economic reform agendas, with governments constrained by constitutions (Portugal), powerful regions (Spain), and the rise of populist parties (Italy and Greece).”

We do fully disagree on what J.P.Morgan asks European governments to do.

And we are determined to say NO to constitutional reforms that reduce significantly our rights and democracy. The aim of this meeting is to discuss possible political solutions.

How can we involve more citizens int his vital discussion? How can we put this discussion on the political agenda at European level? How can we enlarge the discussion at a global level? How can we introduce a class struggle element at a global level aiming to increase democracy and rights in all national constitutions? How can we interact at a global level? How can we network?

We invite you to discuss with us at Spinhuis, Amsterdam

On november 11th

At 20:30 hrs

For mor information:

CDC Constitutional Democracy Coordination Amsterdam

https://www.facebook.com/groups/603594396473838/

https://www.facebook.com/events/112070872605256/

 

 

Economia

Rich corporations, poor Societies, lecture in Amsterdam

Radio Onda Italiana invites you for

belastingdienst

A lecture in English by

Rodrigo Fernandez (researcher of SOMO)

Followed by a debate with the public

Saturday 14 november 2015

 15-17 hrs

Het Spinhuis, Amsterdam

Never before were corporations more awash with cash, outside of a small group of corporate managers and shareholders hardly anyone is benefiting. On the contrary: corporate financial investments reinforce troubling trends of high unemployment, rising debts, inequality and fiscal austerity in Europe and the US and precarious and badly paid jobs in the Global South. To contribute to a more balanced and sustainable economy, multinational corporations should be forced by governments to pay their fair share in taxes, to pay decent wages and to  invest their cash reserves in productive rather than financial assets

For more information:

www.somo.nl

www.ondaitaliana.org

Economia , , , , , , , , ,

TTIP = disintegrazione europea, disoccupazione, calo dei redditi

Radio Onda Italiana Amsterdam

Lunedì P106078511 maggio 2015

Stasera a Liberalaradio abbiamo parlato del TTIP, il Trattato Transatlantico tra USA e UE e delle gravi conseguenze che esso comporta per i cittadini. Secondo il ricercatore econometrista della Tufts University di Boston, Jeronim Capaldo, il TTIP porta a una riduzione del PIL, a una perdita di 600.00 posti di lavoro e a una riduzione del reddito da lavoro.

L’intervista è di Andrea Pagano di Radio Radicale

Ascoltate qui la puntata:

http://www.salto.nl/streamplayer/wereldfm_ondemand.asp?y=15&m=05&d=11&t=2100&s=0

Per maggiori informazioni:

http://ase.tufts.edu/gdae/policy_research/ttip_simulations.html

Elezioni 2008 , ,

Chi ha acquistato derivati a nome dell’Italia?

derivatiChi ha acquistato derivati a nome dell’Italia?

L’austerity andrebbe imposta a loro.

Gli uffici finanziari della Banca d’Italia, tra il 2011 e il 2014 hanno accumulato perdite su operazioni finanziarie pari a quasi 17 miliardi di euro.

Vogliamo sapere chi ha condotto e chi ha avallato quelle operazioni finanziarie (evidentemente rischiose) e perché il rischio di quelle operazionni sbagliate debba ricadere sul bilancio pubblico.

Non è accettabile che i cittadini debbano pagare per gli errori compiuti dai manager della Banca d’Italia e dai loro politici di riferimento.

Secondo il Tesoro i derivati in essere ammontano a 159 miliardi di euro che nel loro complesso a fine 2014 erano già in perdita per circa 42,6 miliardi di euro.

Queste perdite vengono ora addossate ai cittadini italiani che hanno mai saputo che cosa veniva comprato con i loro soldi.

Il neoliberismo è una religione dogmatica e dittatoriale che non ammette critiche. Per rivelarne il fallimento e il danno economico, sociale e morale che arreca a tutta la società, basterebbe che noi cittadini a sinistra facessimo le domande giuste ai manager e ai politici di alto livello che hanno acquistato con i nostri soldi tra l’altro i contratti derivati dei quali non possiamo liberarci se non restituendo alle banche che ce li hanno rifilati centinaia di miliardi di euro.

Altro che austerità imposta solo ai poveri e alla classe media sempre più povera. Dovremmo cominciare a chiedere a chi ha firmato questi contratti capestro a nome dell’Italia di ripagare le spese con i propri soldi.

fonte: Roberto Marchesi sul Fatto Quotidiano

Economia , , , , , , , , , ,