No al nucleare, è follia, gli USA lo abbandonano

Posted by SilviaTerribili under Energia 
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Gli USA abbandonano il nucleare, è folle volerlo ripescare a tutti i costi  Il programma anticrisi di approvvigionamento energetico e incentivo all’occupazione statunitense ci riempe di invidia.  Perché loro sì e noi no ?Che cosa abbiamo fatto di male ? Perché  il nostro governo vuole obbligarci a un ritorno antieconomico al nucleare invece di guardare al futuro ? Il Congresso degli Stati Uniti ha deciso di cancellare gli incentivi al nucleare dal piano anti-crisi da 790 miliardi di dollari approvato l’11 febbraio dalle due camere. Sono inoltre previsti prestiti agevolati per la realizzazione di impianti da rinnovabili e interventi per il risparmio energetico, nonché per i veicoli ibridi. Altri 1,6 miliardi di dollari andranno alla ricerca per l’energia e il clima. Il piano anti-crisi statunitense si basa su tre assi portanti: aiuti ai disoccupati e alle classi meno abbienti; tagli fiscali per le famiglie e le piccole imprese; investimenti in infrastrutture, energia e istruzione.  Invece in Italia Berlusconi rilancia il nucleare a tutti i costi, la tabella di marcia è già stata decisa: individuazione del luogo e posa della prima pietra entro la fine della legislatura e attivazione del primo impianto entro un decennio.  E se le regioni e i cittadini che vi abitano non vogliono il nucleare?Hanno già detto di no la Sardegna, la Puglia, la Basilicata, l’Umbria, l’Emilia Romagna, la Toscana e altre seguiranno.  Il governo può imporre il nucleare o un megadeposito di scorie tossiche e radioattive  con la forza. Siete d’accordo? Una simile decisione è degna di una dittatura, non di un paese civile che rispetta la costituzione e i diritti dell’uomo.  Chi metterà i soldi per le centrali? Dovrebbero essere i privati, ma ci si chiede con che coraggio gli investitori privati, in un momento di profonda crisi dei crediti,  dovrebbero rischiare su un’industria rischiosissima e in declino in tutto il mondo. In Italia, poi bisognerebbe ripartire assolutamente da zero.  Chi pagherà i costi di smantellamento delle centrali ? I privati ? Mettiamo in conto che verranno accollati allo stato, quindi ai cittadini. Come del resto è già avvenuto per Alitalia nel silenzio dei media. Tutti i costi della bad company li abbiamo ereditati noi.  Chi pagherà i costi di smaltimento e stoccaggio (provvisorio per centinaia di anni perché soluzioni definitive non esistono) dei residui contenenti tra l’altro plutonio, sostanza velenosissima, la cui pericolosità perdura per centinaia di migliaia di anni ? Lo stato quindi di nuovo i cittadini. Non credo proprio che i privati vogliano accollarsi spese di stoccaggio di sostanze fortemente tossiche e radioattive per centinaia di anni. Già da oggi l’industria fa di tutto per scaricare i rifiuti tossici in maniera illegale nei paesi più poveri o ad alta incidenza criminale. Scegliere il nucleare vuol dire tagliare le gambe alle fonti rinnovabili che invece potrebbero assicurare la produzione di energia senza inquinamento e creare possibilità di riconversione industriale e occupazione. Perché questa scelta antieconomica quando sappiamo che per ogni dollaro investito in efficienza energetica si risparmia 7 volte più anidride carbonica di quella evitata con un dollaro investito sull’atomo ? Sono tutte domande che rivolgo ai cittadini, augurandomi che sappiano riflettere al momento del voto europeo, 6 e 7 giugno prossimi. Andate a votare ! E votate per un partito che si batte per l’efficienza energetica, il risparmio, la promozione delle rinnovabili, il rilancio dell’occupazione nel campo delle rinnovabili e dell’agricoltura biologica. Votate Italia dei Valori.      

 

David Mills condannato per corruzione

Posted by SilviaTerribili under Lodo Alfano 
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Il 17 febbraio 2009, l’avvocato inglese David Mills è stato condannato dal Tribunale di Milano a 4 anni e 6 mesi per corruzione.

 

David Mills fu corrotto da Berlusconi con 600.000 dollari per dire il falso sui conti esteri Fininvest.

 

Se non fosse stato approvato lo scudo Alfano il 21 luglio 2008, Berlusconi sarebbe stato condannato insieme a Mills per corruzione.

 

Italia dei Valori ha raccolto 1 milione di firme per la richiesta di un referendum abrogativo del lodo Alfano

 

Si attende a breve il giudizio sulla costituzionalità del lodo Alfano da parte della Consulta.

Berlusconi teme che in quella sede bocceranno il lodo.

 

Se la Consulta dichiarasse il lodo Alfano anticostituzionale, le inchieste sul premier riprenderebbero il loro normale iter. E’ di questo che il premier si preoccupa. Per quanto riguarda il processo Mills la difesa del premier punta soprattutto sulla prescrizione.

 

Chiediamo al premier Berlusconi di dimettersi, e non danneggiare ulteriormente l’onore del popolo italiano infangato dalla grave condanna per corruzione.

 

Non è eticamente accettabile avere un premier che dovrebbe rappresentare 60 milioni  di italiani condannato per corruzione sia pure solo moralmente e politicamente (visto che ha provveduto a tutelarsi dalla condanna giuridica con il lodo Alfano).

 

Il premier di uno stato civile europeo deve essere un esempio di integrità, trasparenza e rigore morale ineccepibile.

La condanna Mills è assolutamente incompatibile con l’espletamento di una funzione al massimo livello di rappresentanza del popolo italiano.

 

Per finire ci preoccupa moltissimo il fatto che i media abbiano chiaramente evitato di dare la notizia oppure l’abbiano relegata nelle pagine interne. E’ gravissimo che i media vengano meno al loro obbligo deontologico di informare il cittadino sulle questioni rilevanti che riguardano il presidente del Consiglio. 

 

Per saperne di più sul processo Mills vi invito ad ascoltare l’intervista con Peter Gomez, trasmessa da Radio Onda Italiana in Triangolando, il programma di politica e attualità che conduco con Fabio Greggio

 

http://www.youtube.com/watch?v=MeHXEp_DGk8

http://www.youtube.com/watch?v=oXdX2bsOwVE&feature=channel_page

 

La Sardegna dica NO al nucleare e a Berlusconi

Posted by SilviaTerribili under Energia 
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La Sardegna dica NO al nucleare e a Berlusconi

L’energia nucleare diventa interessante solo se l’industria può rischiare con i soldi pubblici e  non certo con quelli degli azionisti. Nessuno si butterebbe mai in questa branca senza futuro se non ci fossero le massicce iniezioni finanziarie dalle casse pubbliche. Qualcuno deve spiegarmi come mai, in un periodo di gravissima crisi globale, di difficilissimo accesso ai crediti, qualcuno dovrebbe investire 4-5 miliardi per costruire una centrale nucleare che, se tutto va bene, comincerà a rendere solo tra 15-20 anni.

Tuttavia il governo Berlusconi vuole il nucleare subito, con una prima centrale entro cinque anni (anche se le stime più ottimistiche indicano un minimo di 10 anni) a patto che il programma eolico venga azzerato (sic) e l’industria nucleare ottenga massici finanziamenti da parte dello stato.

Mi sembra che il programma nucleare berlusconiano cozzi vistosamente con le parole del ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, che interpellato dai giornalisti ha di recente affermato:

“Mi farebbe paura un Governo che impone dove costruire le centrali nucleari” e

 “Non spetta al Governo decidere dove saranno costruite le centrali, ma saranno gli enti locali, con le società che intendono investire in energia, a valutare le condizioni di sicurezza e, con i benefici sulle popolazioni, quali saranno le collocazioni”.

Bene: gli enti locali devono dunque decidere se accettare una centrale nucleare o un megadeposito di scorie nucleari sul loro territorio.

E se gli enti locali decidessero, come hanno già deciso, che non vogliono una centrale nucleare? Fino ad oggi si sono in ogni caso pronunciate contro il nucleare la Sardegna, la Puglia, la Basilicata, la Toscana, l’Emilia Romagna e l’Umbria e altre regioni.

Il ministro Scajola dovrebbe una volta per tutte chiarire che cancellerà l’art. 14 lettera f del Ddl Sviluppo in discussione al Senato, che prevede il “potere sostituivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con i diversi enti locali coinvolti”. Altrimenti, non facendolo sarà evidente che la localizzazione delle centrali e dei megadepositi di scorie tossiche e nucleari può essere decisa con le buone o con le cattive dal governo centrale.

E se i Sardi non vogliono centrali nucleari o un megadepostito di scorie nucleari, dovrebbero capire che non devono votare il candidato di Berlusconi, Ugo Cappellacci.

Mi chiedo perché la stampa abbia oscurato questa tematica di grandissima rilevanza.

Mi chiedo anche come sia possibile che il capo del governo faccia in prima persona la campagna elettorale per l’elezione del governatore della Sardegna. Sulla scheda elettorale figura infatti il simbolo “Berlusconi presidente”.

Come può Berlusconi candidarsi a fare il governatore della Sardegna? Mi chiedo come sia tecnicamente possibile.

Certo, grazie al lodo Alfano, Berlusconi è libero di infrangere la legge quando e come vuole, ma credo che dovrebbero esserci dei limiti al potere assoluto di un sovrano.

 

A chi giova attaccare Genchi?

Posted by SilviaTerribili under Giustizia 
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A chi giova attaccare Genchi?     Stupisce che la notizia dell’archiviazione della posizione del pm De Magistris, indagato per abuso d’ufficio per l’acquisizione di tabulati di Clemente Mastella abbia ottenuto un riquadrino di 7 x 4cm compresa la foto nella Repubblica di oggi, 6 febbraio 2009. Ma allora, se De Magistris è innocente, perché non gli vengono restituite le indagini che gli sono state abusivamente tolte? Toghe lucane, Poseidone e Why not? Perché non viene ampiamente riabilitato un valoroso magistrato che stava indagando sulla corruzione ad altissimi livelli?  Invece ampio spazio viene dato alle nuove accuse contro Gioacchino Genchi, addirittura si titola “Ha violato il segreto di stato” C’è qualcosa che non quadra.  Il consulente Genchi ha elaborato dei tabulati telefonici su commissione di alcune procure italiane. I titolari di segreto di stato non possono trattare i segreti di stato al telefono. Dunque l’accusa risulta inconsistente. Genchi viene accusato di aver violato la privacy. Adesso io mi domando se un poliziotto viola la privacy nel momento in cui indaga su reati e delitti. Ma allora per non violare la privacy di un assassino o di un criminale o di uno stupratore, dobbiamo lasciarlo andare tranquillamente? Sembra di vivere in un mondo manzoniano, dove la giustizia viene asservita ai Don Rodrigo di turno e il povero Renzo viene cacciato via in malo modo da un Azzeccagarbugli che va a ripescare tutti i cavilli per accusare il danneggiato anziché il danneggiatore. Perché dobbiamo accettare passivamente questo stravolgimento dell’idea stessa di giustizia? Genchi viene accusato di essere interessato a “una mappa dei rapporti tra i poteri forti dello Stato. I contatti di ministri, magistrati, manager, sedi istituzionali e agenti segreti, tra loro e con altri.” Credo che una stragrande maggioranza degli italiani onesti condivida la stessa sacrosanta curiosità di Genchi, e mi sembra veramente assurdo che tale “curiosità” venga considerata un reato. No, la verità è che Genchi sa molte cose che quegli stessi poteri forti vogliono tenere segrete perché destabilizzanti non per il paese, che ne uscirebbe senz’altro purificato, ma per il loro stesso potere.. Ecco quali sono i segreti che vogliono nascondere. E noi cittadini non possiamo far altro che chiedere la piena trasparenza sulla nuova Tangentopoli scoperchiata da De Magistris, sui 9 miliardi di finanziamenti europei che scompaiono nel nulla ogni anno in Calabria, nelle tasche di politici e criminalità organizzata, sui fondi erogati dalla UE, contabilizzati e spartiti a Roma e a Bruxelles, sulle società ad hoc che ricompensano il partito che gli ha concesso l’erogazione. Queste sono le cose che interessano ai cittadini. Ad esempio vorremmo sapere chi è il parlamentare che ha intestato a suo nome decine di schede telefoniche e le ha distribuite ai suoi conoscenti in Calabria di cui ha parlato Genchi in una intervista. Ma di questo i giornali non parlano. Come mai?  Piena solidarietà ai magistrati coraggiosi come De Magistris e ai poliziotti capaci com Gioacchino Genchi che lavorano per difendere la giustizia, la demorazia e il cittadino senza far sconti ai politici e ai potenti di turno. 

 

Perché la soglia del 4% è condivisibile

Posted by SilviaTerribili under Elezioni Europee 2009 
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Non condivido la posizione di Paolo Flores D’Arcais sull’introduzione della soglia del 4% e spiego perché. 

Perché la soglia del 4% è condivisibile

  In tempi non sospetti, quando Italia dei Valori usciva da una competizione elettorale che l’aveva vista ottenere il 2,3% alla Camera e molto prima che il nuovo governo decidesse di cambiare la legge elettorale europea introducendo liste bloccate e soglie di eleggibilità, scrissi che Italia dei Valori avrebbe potuto tranquillamente superare la soglia del 5% a patto che avesse fatto le primarie per eleggere quadri e dirigenti, avesse dato cioè alla base degli iscritti la possibilità di candidare e candidarsi per tutti i tipi di elezioni e di presentare mozioni politiche. Come mai ero tanto sicura che in questo modo avremmo raggiunto comunque il 5% ? Perché avevo analizzato i risultati del microcosmo italiano in Olanda, dove il nostro partito aveva ottenuto il 5,3% alle politiche del 2006. (e quasi l’11% alle politiche del 2008).Naturalmente questo successo di Idv in Olanda e in genere in Europa è dovuto principalmente al fatto che gli italiani all’estero guardano poco la TV italiana e quindi sono molto più informati e accorti degli italiani in Italia. 

Quali sono le priorità dei cittadini ?

  Gli italiani all’estero non sono anestetizzati dalla TV e si rendono conto che è meglio votare un politico che difende gli interessi dei cittadini e non quelli suoi privati. E non si lasciano influenzare dalle campagne mediatiche scandalistiche volte a terrorizzare la popolazione e creare delle emergenze che non esistono, mentre le vere emergenze, quelle che veramente rendono impossibile la vita degli italiani, e cioè il precariato, la disoccupazione femminile, l’altissimo grado di corruzione e clientelismo, la scuola, il degrado dell’ambiente, la gestione irresponsabile dei rifiuti tossici,  passano in secondo piano. L’importante è trovare un capro espiatorio che faccia da parafulmine e al quale si possano additare tutte le colpe, che distolga il telespettatore dai veri problemi della società, non italiana, ma globale. 

Difendere gli interessi di tutti i cittadini europei

  Ottenere il 5% è possibile se si punta veramente a conquistare il consenso di una vasta fetta di cittadini che chiedono di essere rappresentati nei loro interessi. A livello europeo non possiamo fare battaglie per conquistare un seggio, per difendere un piccolo orticello, ma dobbiamo puntare ad avere una maggioranza più ampia possibile di europedutati che difendano gli interessi di 320 milioni di cittadini, e quindi non solo degli operai o degli impiegati italiani o polacchi o portoghesi, ma di tutti gli operai, di tutti i precari, di tutte le donne, di tutti gli anziani e i giovani.  

La lobby europea dei cittadini

  Dobbiamo veramente uscire fuori dal provincialismo (non solo italiano) di chi vede nelle europee un modo per conquistare seggi e potere e non la possibilità di operare come difensori e lobbyisti dei cittadini.C’è infatti il rischio che la UE sempre più diventi asservita al potere delle lobby. Si calcola che presso i centri di potere della UE, come la Commissione, ci siano circa 16.000 lobbyisti accreditati, professionisti cioè che scrivono le leggi e poi le offrono agli eurodeputati che le propongono come fossero loro, né si può escludere che in taluni casi vengano offerte controprestazioni in termini di tangenti o di voti di scambio. Ci sono grandi gruppi di interesse che attraverso i lobbyisti stipendiati da gruppi industriali possono sponsorizzare i politici allo scopo di far passare leggi contrarie all’interesse dei cittadini. Se in Europa non ci rendiamo conto che il potere deve restare nella mani del Parlamento europeo, dei rappresentanti direttamente eletti dai cittadini, e che l’indipendenza dalle lobby di quei rappresentanti per noi  è estremamente importante, stiamo perdendo del tempo. Ogni battaglia sulle soglie sarà perdente, mentre noi pensiamo a difendere dei microscopici orticelli, le grandi lobby faranno il bello e cattivo tempo e quindi favoriranno il precariato e la disgregazione del potere sindacale, investiranno nella produzione di energia (non rinnovabile) su larga scala penalizzando le fonti rinnovabili e il risparmio, penalizzeranno l’agricoltura biologica introducendo con la forza gli OGM, privatizzeranno i servizi fondamentali che dovrebbero restare nelle mani pubbliche come l’acqua, l’energia, i trasporti, la sanità, la scuola, l’università , la ricerca, la formazione, sposteranno il problema dei rifiuti nel paese più povero o più sprovveduto, i cui politici cedono più facilmente alla corruzione. La grande battaglia europea chiede un superamento del provincialismo, che caratterizza purtroppo molti stati europei, non solo l’Italia. 

Perché i partiti di sinistra non fanno le vere primarie ?

  Se i partiti di sinistra italiani facessero le primarie in maniera veramente democratica e stilassero dunque dei programmi elettorali europei che vengono incontro alle vere priorità dei cittadini e non a quelle indotte artificiosamente dai media, allora Rifondazione otterrebbe senza problemi il 6,1% che aveva nel 2004,  e potrebbe degnamente rappresentare la filosofia di sinistra nel Parlamento europeo. Per ottenere questo scopo dovrebbe però rinnovarsi radicalmente al suo interno e seguire l’esempio del partito del Pomodoro olandese, l’SP, il cui consenso in Olanda è sempre in aumento grazie alla struttura democratica e allo spazio di partecipazione dato alla base. Ma chissà quanti dei vertici di Rifondazioni accetterebbero le regole interne sugli stipendi dei parlamentari che si sono dati gli olandesi ? Forse giova ricordare che se un parlamentare olandese guadagna circa 6000 euro al mese, i parlamentari comunisti ne prendono circa 2500 e il resto rimane al partito. Quanti sarebbero disposti a fare il parlamentare per 2500 euro al mese ? Io personalmente sarei disposta senza nessun problema, se uno si dichiara di sinistra deve dimostrare di esserlo nei fatti e non nelle belle parole. Credo che da questo punto di vista in Italia la strada da fare sia ancora molto lunga…. 

Riduzione degli stipendi dei parlamentari

  Ritengo comunque  prioritario un riequilibrio degli stipendi dei parlamentari italiani fortemente orientato verso il basso, in tempi di crisi disastrosa come quella attuale è inaccettabile che un parlamentare guadagni qualcosa come 20.000 euro al mese rispetto ai 6000 che prende un olandese ad esempio. 

Nuove idee su come governare il capitalismo

  Non capisco perché la sinistra italiana, invece di accapigliarsi sul 4% che come ho spiegato non mi sembra affatto irragionevole se vogliamo avere un minimo di potere contrattuale nel Parlamento europeo, tralascia di ribadire che la crisi finanziaria globale ha dimostrato molto chiaramente la gestione fallimentare del capitalismo sfrenato, senza volto umano, che ci ha trascinato a livello globale in una crisi disastrosa, di cui pagheranno le conseguenze soprattutto i più poveri. Quanti dei capitalisti e delle banche responsabili della crisi dei subprime mortgages stanno pagando i costi di questo danno terribile ai cittadini di tutto il mondo ?Credo pochissimi, chi paga sono come sempre gli operai, i contadini dei paesi poveri, le donne, i bambini, i piccoli risparmiatori, le minoranze, gli emigrati. 

Fallimento dell’attuale modello capitalista

  Perché i filosofi, gli intellettuali, i pensatori di sinistra non scrivono tutti i i giorni : l’avevamo detto, questo modello capitalista porta allo sfacelo, noi vi proponiamo un modello di società migliore, non necessariamente anticapitalista, ma capitalista con dei paletti forti per limitare i rischi del capitalismo stesso? Ad esempio dovrebbero ripetere ad alta voce che il capitalista deve rischiare con i soldi suoi, non con quelli dei cittadini. Non si possono privatizzare e pertanto esporre a rischio di fallimento i settori vitali per i cittadini come l ‘energia, la sanità, i trasporti, la scuola. Chi paga se questi settori falliscono ? Il cittadino. Non si possono privatizzare i profitti e socializzare le perdite come stanno facendo oggi, ne è un esempio eclatante la discutibile operazione Alitalia, in cui hanno vinto Berlusconi e Colaninno e l’AIR France e hanno perso i 60 milioni di italiani che pagheranno qualcosa come 3,2 miliardi per il cosiddetto salvataggio della bandiera della compagnia aerea. La trattativa originaria, iniziata dal governo Prodi era di gran lunga migliore. Infatti Air France avrebbe acquistato il 100% dell’azienda debiti compresi.  Che capitalismo disastroso è questo ? 

Come riconquistare la fiducia degli elettori ?

 E’ nel campo dell’economia, dei freni da porre a un capitalismo impazzito e disumano, della salvaguardia della tutela dei più deboli che i pensatori di sinistra dovrebbero presentarsi con le loro ragioni. E allora ci convincerebbero molto di più che combattendo le guerre perse come quella delle soglie alle europee.  Per concludere, la soglia del 4% dovrebbe rappresentare uno stimolo per i partiti piccoli a cercare di  ampliare il proprio consenso venendo incontro alle priorità reali dei cittadini, la lotta alla precarietà, il lavoro, la scuola, la sanità, l’ambiente, la tutela dei più deboli. Un po’di sana autocritica non guasterebbe. Se i cittadini si sono allontanati dalla politica e hanno disertato in massa le urne, una grande fetta di responsabilità va proprio alla casta politica che si è completamente dimenticata di essere a servizio del cittadino e non viceversa. Non è difendendo strenuamente il diritto a essere in parlamento con l’1% che si riconquisterà mai la fiducia del cittadino, al contrario.Questa battaglia difensiva sulle micropercentuali potrebbe accrescere ancora di più la giusta indignazione degli elettori di sinistra e finire per rafforzare unicamente il partito dell’astensionismo.