1 luglio 2010, manifestazione nazionale contro tagli e bavagli

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Cari amici, 
 
vi invito a ritrovarci tutti in piazza, anche ad Amsterdam, Leidseplein
 
domani 1 luglio dalle 17.30 alle 19.30 
 
in difesa della libertà di stampa in Italia
minacciata dalla legge sulle intercettazioni che prevede il carcere e pene spaventose per chi informa i cittadini sugli scandali del potere e limita fortemente gli strumenti dei magistrati che indagano sulla mafia. 
 
Conto sulla vostra presenza

 
http://www.youtube.com/watch?v=oquuUb2Wcpw
 

E se volete essere informati su ciò che succede in Italia, vi invito a leggere www.ilfattoquotidiano.it
 
Oggi in primo piano la condanna in appello a 7 anni per mafia a Marcello Dell’Utri, senatore del PDL, braccio destro di Silvio Berlusconi, cofondatore di Forza Italia.

 

Il Fatto Quotidiano online dal 22 giugno!!

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Dal 22 giugno prossimo Il Fatto quotidiano sarà on line

www.ilfattoquotidiano.it

siamo felici di sostenere la campagna virale di lancio del sito

di un quotidiano che si regge esclusivamente sul gradimento dei propri lettori, senza alcun finanziamento pubblico e senza padroni che impongono scelte redazionali o censurano le notizie scomode

sosteniamo il giornalismo vero e libero che rispetta l’obbligo deontologico del giornalista di informare su ciò che è rilevante senza sconti per le caste, per i poteri forti, per i finanziatori che decidono cosa si può pubblicare e cosa no, limitando la libertà di espressione dei giornalisti e il diritto a essere informati dei cittadini

 Per un giornalismo che sia cane da guardia del potere e contribuisca a diffondere lo spirito critico e la riflessione e contrastare l’analfabetismo di ritorno e l’ignoranza indotta da una TV normalizzata e asservita al potere.

 

Resistenza pacifica al bavaglio!

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La libertà di stampa e di informazione non è un valore negoziabile.  Il ddl intercettazioni cancella il nostro diritto all’informazione e il diritto dovere dei giornalisti di informarci.  Il ddl intercettazioni limita gravemente la giustizia e la magistratura nelle indagini contro la criminalità  Il ddl intercettazioni è una legge liberticida, anticostituzionale, che ci allontana dall’Europa civile.  Il ddl intercettazioni limita la libera espressione del pensiero, fondamentale tra i diritti dell’uomo.  Ci opporremo in tutti i modi non violenti all’approvazione di questa legge ingiusta.  Sosteniamo pienamente la resistenza gandhiana e la disobbedienza civile dei giornalisti, dei magistrati e di tutti i cittadini che amano e rispettano la Costituzione, fondamento della nostra Repubblica.  

 

No al bavaglio! No alla 39esima legge ad personam!

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Nasce LaQuinta, nuova magica TV dedicata alle donne

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 sesso

Nasce LAQuinta (Elementare), una nuova magica TV dedicata alle donne.

Non sto nella pelle dall’emozione. Finalmente uno spazio per noi tutte giovani aspiranti !Ma non tutte le donne, attenzione! solo le giovani tra i 15 e i 40 anni.

Ragazze ultraquarantenni, datevi pace, non siete più portatrici di contenuti rilevanti per questo nuovo giovane contenitore TV. Una giovane TV piena zeppa di giovani donne per la gioia dei vecchi produttori.

E non vogliamo sentir frignare le signore fuori target, che devono pur sempre rendersi conto che oltre i 40 una donna in fondo non è più neanche donna, no? Certo, non arriviamo al punto di chieder loro  di  sparire, siamo per natura generosi e gli concediamo pur sempre un diritto ad esistere ed eventualmente riciclarsi come uomo, o semmai dedicarsi ad altri hobby, come la lettura, la beneficenza, il giardinaggio perché no? Ma pretendere di avere un ruolo attivo in questa nuova magica giovane TV ci sembra francamente eccessivo. In questo nuovo fiammante contenitore che vi imbonirà con sapiente dolcezza, non mancherà lo spazio per la satira, certo, ma quella giusta, fatta da intenditori, non il ciarpame politicofilo spacciato dalle zitelle pensanti, da sempre invidiose di voi perché non hanno trovato marito.   Allora care giovani aspiranti che non aspettate altro che di potervi tuffare nel nostro fascinoso mondo mediatico,  LaQuinta vi ripropone in salsa nuova tutte le insulsaggini che vi eravate perse, affinché non vada perduto neanche l’ultimo granello di reality, l’ultima mirabolante gara canora o serie scema a voi dedicata.

La stagnazione della vostra intelligenza è un valore troppo importante per noi, saremo felici solo quando avrete imparato che il vostro cervellino in via di sviluppo non va fatto funzionare, perché potrebbe essere fomite di ansia e dissenso politico. Fermatelo prima possibile e abbandonatevi alla gioia del nostro sano intrattenimento pensato e sognato per voi! Vi aspettiamo!

 

In tutta l

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   In tutta l’Italia la parità di griglia è già oggi una realtà, che aspettiamo a solarizzarci ?      Sapete cos’è la grid parity? La parità di griglia? E’ il momento in cui la produzione di elettricità dal sole diventa concorrenziale rispetto alle altre fonti di produzione di elettricità.  Nella poco assolata Olanda si calcola che la parità di griglia sarà raggiunta tra 5-10 anni. In tutta l’Italia la parità di griglia è già oggi una realtà. Sapete quanti kw/ore produce il sole in un anno in Italia? Qualcosa come 1500-2000 kw/ore al mq. Quindi noi potremmo produrre energia elettrica a un costo inferiore a quello delle fonti convenzionali come gas e carbone semplicemente sfruttando l’insolazione di cui gode la penisola. Ebbene, con questi dati alla mano chiediamo che il governo italiano e le regioni passino da subito a produrre su vasta scala elettricità con il solare, che già da oggi è competitivo rispetto a tutte le altre fonti convenzionali. Ovviamente azzerando la follia nucleare che anche alla luce dei dati che sto fornendo sarebbe estremamente più costosa dei semplici pannelli solari diffusi su tutta la penisola, installati in ogni caso su tutte le nuove costruzioni e gli edifici pubblici.  I prezzi dell’elettricità continuano e continueranno ad aumentare a causa della sempre minore disponibilità di petrolio e gas naturale, del 30% di diminuzione di rendimento delle centrali a carbone per renderle meno inquinanti  e a causa della tassazione sulle emissioni di C02.Dall’altro lato, se aumenterà fortemente  la produzione di pannelli solari si creeranno considerevoli vantaggi di scala che contruibuiranno ad erodere i costi di produzione  e installazione. Oggi una famiglia che in Olanda vuole essere elettricamente autosufficiente ( e magari arrivare a restituire elettricità alla rete) deve spendere circa 15.000 euro per l’installazione di pannelli solari in grado di fornire 3500 kw/ora all’anno. In un futuro molto prossimo, se i pannelli solari saranno prodotti e installati su larga scala i costi si ridurranno in maniera esponenziale. Facciamo la scelta giusta per il nostro futuro e per la nostra autonomia energetica! Solarizziamo l’Italia! Solarizziamo l”Europa!     

 

Berlusconi impone censure politiche in TV? Intervenga la UE

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 Le notizie delle ultime ore sono sempre più sconvolgenti. Riporto da ww.asca.it“Alcune telefonate tra il premier Silvio Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il commissario dell’Agcom sono finite in un fascicolo della Procura di Trani.Secondo le indiscrezioni sulle telefonate intercettate dalla Guardia di finanza di Bari, il presidente del Consiglio avrebbe manifestato con insistenza l’auspicio di vedere chiusa la trasmissione di Santoro. Nel corso di quei colloqui registrati, Innocenzi avrebbe rassicurato Berlusconi mentre Minzolini si sarebbe detto pronto a intervenire in suo favore. Le telefonate intercettate su cui si indaga sarebbero 18, nella maggior parte di esse il presidente del Consiglio si lamenterebbe per il contenuto antigovernativo di alcune trasmissioni televisive: oltre ad ”Annozero”, le critiche riguarderebbero ”Ballarò”’ e ”Parla con me” (nell’ultimo caso, Berlusconi non avrebbe in particolare apprezzato un’intervista della conduttrice Serena Dandini a Eugenio Scalfari, fondatore di ”Repubblica”).

L’Idv ha chiesto l’immediato azzeramento dei vertici dell’Agcom, segnalando - dando credito alle rivelazioni del quotidiano ”il Fatto” - che in alcune telefonate Berlusconi avrebbe anche detto di non voler piu’ vedere in tv come ospite Antonio Di Pietro.”  

Siamo profondamente convinti che il presidente del Consiglio non possa in nessun modo imporre una censura a programmi televisivi che si permettono di essere critici nei confronti del governo. Questo non può accadere in un paese civile, europeo in cui il diritto costituzionale alla libertà di stampa e di informazione deve essere garantito e rispettato da tutti,  a cominciare dal capo del governo italiano.

 Chiediamo un intervento immediato di osservatori del Parlamento europeo e della UE a garanzia della libertà di stampa e di trasmissione televisiva. Chiediamo inoltre l’immediato ripristino dei programmi di approfondimento politico trasmessi dalla TV pubblica e cancellati dal governo nel periodo elettorale.

 

Aiuto! Il governo censura i programmi di approfondimento in RAI!

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Aiuto! Non è possibile!Il governo censura tutti i programmi di approfondimento in RAI, questo significa che prima delle elezioni verranno cancellati programmi di altissimo ascolto come Anno Zero e Ballarò che si permettevano di dare un’informazione critica nei confronti del governo.Naturalmente Mediaset, di proprietà del premier, potrà continuare a trasmettere tranquillamente i propri programmi di approfondimento politico. La democrazia e l’informazione in Italia sono gravemente a rischio. Dopo l’imposizione del nucleare, dopo la privatizzazione di acqua e rifiuti, dopo le leggi che cancellano la giustizia per tutelare il premier, arriva ora questa censura che nega ai cittadini italiani il diritto a una informaziona pluralista. Possiamo ancora chiamarci democrazia? Se il governo censura la TV, siamo alla dittatura.Chiediamo l’intervento e l’aiuto della UE prima che sia troppo tardi.

 

L’Europarlamento e la difesa della libertà di informazione in Italia

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L’Europarlamento e la difesa della libertà di informazione in Italia

Risoluzione non passa per soli tre voti    

Non è passata, purtroppo, la proposta di risoluzione promossa dai  gruppi socialdemocratico, verde e liberale nel Parlamento europeo in difesa della libertà di informazione in Italia. La bella notizia è che lo scarto è veramente minimo, su 686 eurodeputati 335 hanno votato a  favore, 338 contro e 13 si sono astenuti. C’è quindi una metà del Parlamento europeo che fortunatamente si preoccupa della minaccia al pluralismo e alla libertà di informazione in un paese europeo e siamo sicuri che nelle prossime settimane e mesi si adopererà al massimo perché il tema continui a essere oggetto di analisi e discussione in seno al Parlamento e nella società in tutta Europa. E si delinea anche un compito importante ora per noi che facciamo bloginformazione e attività politica, ed è quello di scoprire perché metà dell’Europarlamento ritiene che la videocrazia non è una minaccia alla democrazia e che forse ha dimenticato a cosa ha portato solo 70 anni fa la concentrazione di potere in poche mani, il pensiero unico, l’assenza di informazione pluralista, il controllo pressoché totale sui grandi mezzi di comunicazione. Ora sappiamo chi in Europa sta dalla parte della libertà di informazione e chi no.  Ora sappiamo chi sta dalla parte dei cittadini e chi dalla parte del potere mediatico.  Allego il comunicato stampa del Gruppo Verde del Parlamento Europeo21.10.2009

Freedom of the press: EU Parliament snuffs out resolutions on press freedom in Italy and Europe


A right-wing majority in the European Parliament today succeeded – by a very narrow margin – in rejecting tabled resolutions addressing press freedom in Italy and Europe.
Greens/EFA President Rebecca Harms and Dutch Green MEP Judith Sargentini, EP civil liberties committee member and co-author of the Greens/EFA Resolution (1), said:“This is a black day for press freedom in Europe. We are bitterly disappointed that a right-wing majority of Conservatives, Christian Democrats and Eurosceptics has succeeded in rejecting EU Parliament resolutions in support of press freedom in Italy and Europe. A call for a EU Directive against concentration of media ownership has therefore been silenced. The votes were very tight but send a far-reaching message that contradicts the fundamental values of the European Union.Silvio Berlusconi’s control of both government and media in Italy is profoundly undemocratic. A recent court judgment against Berlusconi’s media company and a ridiculous attempt by a Berlusconi channel to discredit the judge are further proof, if any was needed. (2)While Italy’s problems certainly stand out, the proposed EU Parliament resolutions addressed the EU as a whole. We demand a free and open press in countries that wish to join the EU - to accept anything less from existing members is hypocrisy.  The Greens hope that a new and vigorous debate on media freedom can arise out of the ashes of these stifled resolutions in the EU Parliament.”*** ENDS ***Notes to editors:(1) Read the Greens/EFA resolution on press freedom in Italy(2) Greens/EFA MEPs wore turquoise scarves in support of Italian judge Raimondo Mesiano, who ruled against Berlusconi’s media company in a bribery case recently. A TV documentary aired on a Berlusconi-owned channel subsequently secretly filmed the judge with a narration of insinuating comments attempting to discredit him, commenting even on his turquoise colour of socks.       

 

21 ottobre, il Parlamento europeo vota sulla libertà di informazione in Italia e in Europa

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Libertà di informazione in Italia

Mercoledì 21 ottobre il Parlamento europeo vota una proposta di risoluzione

Mercoledì prossimo 21 ottobre alle ore 12.00, il Parlamento europeo riunito a Strasburgo in sessione plenaria, voterà la proposta di risoluzione presentata dal gruppo liberale ALDE (Guy Verhofstadt, Niccolò Rinaldi, Sonia Alfano, Luigi de Magistris e.a.) sulla libertà di informazione in Italia.

Vi invito ad assistere alle riprese in diretta della votazione sul link:

http://www.europarl.europa.eu/wps-europarl-internet/frd/live/live-video?eventId=20091021-0900-PLENARY_SESSION&language=en

Accludo di seguito un estratto delle principali argomentazioni contenute della proposta di risoluzione augurandomi che il Parlamento europeo la approvi a larga maggioranza.

      “Vi sono segnali indicanti che in vari Stati membri il pluralismo dei media è sotto attacco e, nella sua relazione sulla libertà di stampa, l’organizzazione Freedom House ha collocato l’Italia al 73esimo posto della classifica e menzionato anche la situazione critica in Romania e Bulgaria; inoltre l’Alto rappresentante dell’OSCE per la libertà dei media ha espresso preoccupazione per la situazione in Italia;      La situazione italiana è particolarmente allarmante, a causa del perdurante conflitto di interessi tra la proprietà dei media e il controllo politico degli stessi, sia pubblici che privati, nonché a causa del controllo della ripartizione delle risorse pubblicitarie; il governo interferisce inoltre pesantemente nel servizio televisivo pubblico, in particolare per quanto concerne la programmazione, le nomine di direttori e redattori e i contratti dei giornalisti, il che si traduce parimenti in una mancanza di pluralismo, come osservato dal principale istituto di monitoraggio dei media in Italia, il quale ha indicato che, tra luglio e settembre, il tempo assegnato al secondo partito d’opposizione nei notiziari pubblici è stato tra lo 0,1 e lo 0,7%; il Presidente del Consiglio italiano ha anche chiesto che i portavoce della Commissione europea si astengano dal fornire informazioni,E’ in discussione una legge che vieterebbe ai mezzi di comunicazione di diffondere informazioni pubbliche connesse a procedimenti giudiziari e che prevede pene pesanti per giornalisti e direttori,      La libertà di ricevere e comunicare informazioni senza ingerenza da parte delle autorità pubbliche nonché il pluralismo dei media, principi sanciti entrambi dall’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali, sono tra i fondamenti su cui poggia l’Unione europea e costituiscono un elemento essenziale della democrazia; e l’Unione ha l’obbligo politico e giuridico di garantire ai suoi cittadini – nei settori di sua competenza – il rispetto di tali diritti;      Il quadro normativo dell’UE in materia di pluralismo e concentrazione dei media resta inadeguato ed è dunque urgente che l’Unione si avvalga delle proprie competenze nei settori del mercato interno, della politica audiovisiva, della concorrenza, delle telecomunicazioni, degli aiuti di Stato, degli obblighi di servizio pubblico e dei diritti fondamentali dei cittadini per definire le condizioni minime essenziali che tutti gli Stati membri devono rispettare per assicurare, garantire e promuovere la libertà d’informazione e un livello adeguato di pluralismo dei media; si chiede in tale contesto alla Commissione di investigare sul rischio di trust nel settore dei media in Italia”

 

 

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