Nasce LaQuinta, nuova magica TV dedicata alle donne

Posted by SilviaTerribili under Economia , Elezioni 2008 , Elezioni Europee 2009 , Energia , Etica in politica , Giustizia , Libertà di stampa , Lodo Alfano , OGM , Radio Onda Italiana , Referendum , Satira , primarie 
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 sesso

Nasce LAQuinta (Elementare), una nuova magica TV dedicata alle donne.

Non sto nella pelle dall’emozione. Finalmente uno spazio per noi tutte giovani aspiranti !Ma non tutte le donne, attenzione! solo le giovani tra i 15 e i 40 anni.

Ragazze ultraquarantenni, datevi pace, non siete più portatrici di contenuti rilevanti per questo nuovo giovane contenitore TV. Una giovane TV piena zeppa di giovani donne per la gioia dei vecchi produttori.

E non vogliamo sentir frignare le signore fuori target, che devono pur sempre rendersi conto che oltre i 40 una donna in fondo non è più neanche donna, no? Certo, non arriviamo al punto di chieder loro  di  sparire, siamo per natura generosi e gli concediamo pur sempre un diritto ad esistere ed eventualmente riciclarsi come uomo, o semmai dedicarsi ad altri hobby, come la lettura, la beneficenza, il giardinaggio perché no? Ma pretendere di avere un ruolo attivo in questa nuova magica giovane TV ci sembra francamente eccessivo. In questo nuovo fiammante contenitore che vi imbonirà con sapiente dolcezza, non mancherà lo spazio per la satira, certo, ma quella giusta, fatta da intenditori, non il ciarpame politicofilo spacciato dalle zitelle pensanti, da sempre invidiose di voi perché non hanno trovato marito.   Allora care giovani aspiranti che non aspettate altro che di potervi tuffare nel nostro fascinoso mondo mediatico,  LaQuinta vi ripropone in salsa nuova tutte le insulsaggini che vi eravate perse, affinché non vada perduto neanche l’ultimo granello di reality, l’ultima mirabolante gara canora o serie scema a voi dedicata.

La stagnazione della vostra intelligenza è un valore troppo importante per noi, saremo felici solo quando avrete imparato che il vostro cervellino in via di sviluppo non va fatto funzionare, perché potrebbe essere fomite di ansia e dissenso politico. Fermatelo prima possibile e abbandonatevi alla gioia del nostro sano intrattenimento pensato e sognato per voi! Vi aspettiamo!

 

In tutta l

Posted by SilviaTerribili under Economia , Elezioni 2008 , Elezioni Europee 2009 , Energia , Etica in politica , Giustizia , Libertà di stampa , Lodo Alfano , OGM , Radio Onda Italiana , Referendum , primarie 
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   In tutta l’Italia la parità di griglia è già oggi una realtà, che aspettiamo a solarizzarci ?      Sapete cos’è la grid parity? La parità di griglia? E’ il momento in cui la produzione di elettricità dal sole diventa concorrenziale rispetto alle altre fonti di produzione di elettricità.  Nella poco assolata Olanda si calcola che la parità di griglia sarà raggiunta tra 5-10 anni. In tutta l’Italia la parità di griglia è già oggi una realtà. Sapete quanti kw/ore produce il sole in un anno in Italia? Qualcosa come 1500-2000 kw/ore al mq. Quindi noi potremmo produrre energia elettrica a un costo inferiore a quello delle fonti convenzionali come gas e carbone semplicemente sfruttando l’insolazione di cui gode la penisola. Ebbene, con questi dati alla mano chiediamo che il governo italiano e le regioni passino da subito a produrre su vasta scala elettricità con il solare, che già da oggi è competitivo rispetto a tutte le altre fonti convenzionali. Ovviamente azzerando la follia nucleare che anche alla luce dei dati che sto fornendo sarebbe estremamente più costosa dei semplici pannelli solari diffusi su tutta la penisola, installati in ogni caso su tutte le nuove costruzioni e gli edifici pubblici.  I prezzi dell’elettricità continuano e continueranno ad aumentare a causa della sempre minore disponibilità di petrolio e gas naturale, del 30% di diminuzione di rendimento delle centrali a carbone per renderle meno inquinanti  e a causa della tassazione sulle emissioni di C02.Dall’altro lato, se aumenterà fortemente  la produzione di pannelli solari si creeranno considerevoli vantaggi di scala che contruibuiranno ad erodere i costi di produzione  e installazione. Oggi una famiglia che in Olanda vuole essere elettricamente autosufficiente ( e magari arrivare a restituire elettricità alla rete) deve spendere circa 15.000 euro per l’installazione di pannelli solari in grado di fornire 3500 kw/ora all’anno. In un futuro molto prossimo, se i pannelli solari saranno prodotti e installati su larga scala i costi si ridurranno in maniera esponenziale. Facciamo la scelta giusta per il nostro futuro e per la nostra autonomia energetica! Solarizziamo l’Italia! Solarizziamo l”Europa!     

 

Referendum: la ragioni dell’astensione di Roberto Marchesi

Posted by SilviaTerribili under Referendum 
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Pubblico un intervento di Roberto Marchesi, dal Texas, membro fondatore del coordinamento CICERO-Italiani all’estero, sul tema del referendum e delle ragioni dell’astensione

Chiarimenti sui REFERENDUM di giugno 2009

Molti di noi che abbiamo mantenuto la cittadinanza italiana e il diritto di votare per la politica italiana abbiamo ricevuto in questi giorni il plico dal Consolato per votare i tre Referendum abrogativi sulla legge elettorale italiana e, come al solito, quello che troviamo nelle buste sono quesiti referendari che sono gia’ uno “spaccacervelli” per chi se la cava bene con la lingua italiana, ma diventano un totale e assolutamente incomprensibile rompicapo per chi con la lingua e/o la politica italiana non e’ avvezzo.

Allora, come mi e’ gia’ stato richiesto da diversi amici, cerchero’ di illustrarvi in modo semplificato cosa viene richiesto di fare (e cosa io consiglio per l’occasione).

Innanzitutto devo ricordare che la Costituzione Italiana prevede che i Referendum Popolari siano solo abrogativi di leggi esistenti (o parti di esse) e non propositivi di nuove leggi.

In questa occasione abbiamo tre quesiti che si propongono di abrogare (annullare) nella sostanza tre parti diverse della legge elettorale attualmente in vigore che, nella sua ultima modifica approvata dal Parlamento nel 2006 (al termine della legislatura governata da Berlusconi) e’ stata definita dal suo stesso relatore (Calderoli, della Lega) “legge porcellum” per la sua evidente caratteristica partitocratica di assegnare in esclusiva ai partiti la scelta dei candidati, e di assegnare premi di maggioranza alla coalizione di partiti che ottiene la maggioranza dei voti.

Ecco quali sono i tre referendum:

1.                         Camera dei Deputati: Abrogazione della possibilita’ per uno stesso candidato di presentare la propria candidatura in piu’ di una circoscrizione.

2.                         Camera dei Deputati: Abrogazione della possibilita’ di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste.

3.                         Senato ella Repubblica: Abrogazione della possibilita’ di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste.

Nel quesito qui sopra al numero 1 votando SI verrebbe eliminata la possibilita’ ai candidati di presentarsi in piu’ circoscrizioni.

Questa possibilita’ e’ in evidente spregio del principio democratico che vuole un rapporto diretto tra i rappresentanti (gli eletti) e i rappresentati (gli elettori).

Questa norma e’ stata introdotta a scopo puramente partitocratico, in quanto consente ad un candidato che gode di vasto consenso “popolare” di presentarsi in piu’ collegi o circoscrizioni a raccogliere voti, ma poi e’ costretto a sceglierne una (o nessuna se il candidato riveste gia’ altro ruolo istituzionale), e lascerebbe quindi molti o tutti gli elettori che lo hanno votato senza il rappresentante che hanno scelto con la loro preferenza.

I quesiti qui sopra ai punti due e tre sono praticamente identici, solo che uno si rivolge alla Camera dei Deputati e l’altro al Senato della Repubblica.

Si vuole abolire l’attuale norma che consente il collegamento tra liste diverse di partiti e l’assegnazione di un premio di maggioranza (ovvero un certo numero di seggi in piu’) alla coalizione di partiti che risulta maggioritaria.

L’abolizione di questa norma produrrebbe una forte polarizzazione del sistema verso il partito che risultasse vincente, il quale andrebbe da solo a raccogliere il premio di maggioranza e a governare da solo il paese. Essendo quella italiana una democrazia parlamentare (cioe’ non presidenziale) questa situazione premierebbe in modo anomalo il partito vincente e penalizzerebbe eccessivamente gli altri partiti politici (che ormai sono soltanto cinque). Sostanzialmente: un partito che, da solo, vincesse con il 25 – 30 % dei voti, potrebbe governare da solo mettendo all’opposizione un insieme di partiti che rappresenterebbero il 70 – 75 % degli elettori. In una sana democrazia per governare bisognerebbe disporre del consenso di almeno il 51 % degli elettori.

Da questa abrogazione uscirebbe quindi una norma ancor piu’ “porcata” di quella esistente.

In ragione di quanto sopra detto, votando NO daremmo l’approvazione all’attuale legge “porcellum” (porcata). Votando SI andremmo ad abrogare la “porcellum” solo per avviare una normativa persino peggiore. Allora, anche se sono assolutamente contrario alla forma di astensione al voto come forma di protesta, in questo caso non si tratta di protestare, si tratta di evitare una trappola infernale, e l’unico modo per evitarla e’: NON VOTARE.

In 65 anni di democrazia repubblicana gli italiani ne hanno gia’ viste di tutti i colori, e anche noi pensavamo di averle gia’ viste tutte.

E invece no, una trappola elettorale referendaria cosi’ ingarbugliata non si era mai vista.   

I promotori del referendum volevano semplicemente far abolire le parti piu’ deleterie della legge “porcellum”. Quindi chiedono agli elettori di votare SI, ma purtroppo non hanno a suo tempo valutato a fondo le conseguenze di un successo dei SI (e adesso non se la sentono di ammetterlo, non possono far marcia indietro, perderebbero la faccia).

I primi ad accorgersene sono stati quelli della Lega (cioe’ i padri della porcellum). Hanno fatto due conti e si sono accorti della trappola, ma dato che non potevano convincere Berlusconi a votare NO (a lui conviene votare SI, perche’ gli consentirebbe di sbarazzarsi, alla prima occasione, anche della Lega) e non potevano sperare in una vittoria dei NO, dato che sono quasi gli unici a consigliarlo. La Lega percio’ e’ stata la prima a piegarsi alle ragioni dell’astensione come unica via per evitare di mettere la testa sotto la ghigliottina (dissuadendo Berlusconi dal consigliare il SI, altrimenti lo avrebbero fatto cadere subito, facendo cosi’ slittare il referendum al dopo elezioni anticipate).

Ma la stessa ragione e’ valida anche per noi, perche’ la vittoria dei NO sarebbe una ratifica alla legge Porcellum e la vittoria dei SI darebbe troppo potere ad un partito solo, cancellando in un colpo solo tutte la basilari caratteristiche della democrazia parlamentare.

Allora l’unica possibilita’ di evitare questa diabolica “tenaglia” antidemocratica e’ purtroppo l’astensione, cioe’: NON VOTARE, cosi’ il referendum fallira’ e il Parlamento potra’ (se vorra’) provvedere mediante il proprio potere legislativo a modificare le “porcate” legislative esistenti.

Roberto Marchesi

Dallas, Texas

 

Referendum del 21 giugno - il perché di un’astensione

Posted by SilviaTerribili under Referendum 
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Ho sempre sostenuto e sempre continuerò a sostenere l’importanza del referendum, vero momento di consultazione popolare e di scelta democratica. Dobbiamo innanzitutto cercare di tenerci ben salda questa ultima possibilità di democrazia. L’anno prossimo avremo, grazie al referendum,  la possibilità di votare per l’abrogazione del Lodo Alfano, legge fortemente anticostituzionale che permette al presidente del Consiglio l’immunità totale e la libertà di compiere qualsiasi reato.  Per questo motivo l’idea di dovere astenersi per far mancare il quorum al referendum del 21 giugno mi disturba molto. Tuttavia le argomentazioni contenute nell’appello che riporto integralmente qui sotto,  mi convincono che in questo momento rischiare di far vincere il –SÌ- sarebbe molto pericoloso per cui anch’io devo invitare all’astensione. 

Ci tengo in ogni caso a dire che a suo tempo non ho firmato a favore di questo referendum che trovavo inutile perché una legge sbagliata come la legge Calderoli che permette ai vertici dei partiti di nominare i propri eletti in parlamento non può essere sostituita a colpi di referendum con una legge ancora peggiore. Quindi confermo la mia scelta di allora.

No al referendum elettorale Il 21 giugno saremo chiamati a votare, ancora una volta, su  referendum elettorali.
Certo, condividiamo il diffuso giudizio negativo sulle leggi vigenti per le elezioni della
Camera dei deputati e del  Senato della Repubblica. Queste leggi espropriano le elettrici e
gli  elettori del diritto di scegliere i propri rappresentanti. Oggi non
sono gli elettori e le elettrici a scegliere i parlamentari, questi
sono nominati dai capi-partito.  L’attuale sistema elettorale andrebbe
trasformato radicalmente, per assicurare alle Assemblee elettive il
pluralismo delle forze politiche e la massima rappresentatività del
popolo italiano. A tutt’altro, invece, mirano i quesiti del referendum
del 21 giugno, che non riguardano il sistema delle liste bloccate e  dunque le
confermano. Il vero risultato giuridico del referendum
 sarebbe quello di consegnare il Paese al solo partito che avesse un
 voto in più di ciascun altro, attribuendogli più della maggioranza  
assoluta dei seggi in Parlamento: con appena il 30 % o il 20% dei voti
avrebbe il 54% dei seggi alla Camera. Inoltre dal Senato sarebbero
escluse tutte le liste che non raggiungessero l’8%.
Con la vittoria dei  sì, si avrebbero un premio di maggioranza e una soglia di
sbarramento  enormi, senza precedenti nella storia istituzionale italiana e in
quella di ogni paese civile. Con tre quesiti, che modificano ben 67
punti delle due leggi elettorali, oscuri nella formulazione ma chiari
nella finalità di manipolare il sistema di voto, si vuole imporre il
bipartitismo coatto, al di là dell’effettiva volontà dei cittadini.
Con  la vittoria dei sì, si impedirebbe qualsiasi ulteriore riforma
 elettorale. Con la vittoria dei sì, sarebbe confermato un sistema che
trasforma una minoranza elettorale in stragrande maggioranza
parlamentare (tale da poter agevolmente cambiare la Costituzione a suo
piacimento), e che ingigantisce il potere del capo di tale arbitraria maggioranza.
Un siffatto sistema elettorale viola la Costituzione, e  deve essere rifiutato: il
referendum deve fallire, attraverso la non partecipazione al voto o il rifiuto della scheda,
per impedire la  cancellazione della democrazia parlamentare e per rendere possibile una
riforma elettorale che restituisca la parola ai/alle cittadini/e.
 
Gianni FERRARA, Pietro ADAMI, Cesare ANTETOMASO, Gaetano AZZARITI,
 Francesco BILANCIA, Claudio DE FIORES, Tommaso FULFARO, Domenico GALLO,
 Orazio LICANDRO, Enzo MARZO, Mario MONTEFUSCO, Francesco PARDI, Alba
PAOLINI, Gianluigi PEGOLO, Pino QUARTANA,Franco RUSSO, Giovanni RUSSO-
SPENA, Cesare SALVI, Lorenza CARLASSARE, Mario DOGLIANI, Roberto LA
MACCHIA, Mattia STELLA, Massimo VILLONE, Paola MASSOCCI,Domenico GIULIVA,
 Andrea AIAZZI, Bruno MASTELLONE, Sergio PASTORE, Luigi  GALLONI, Silvio GAMBINO, Paolo de SANCTIS, Aldo FAPPANI, Michele  CHILLEMI, Roberto PORTA
 Roma 20 maggio 2009

 

Forte appoggio della società civile al -NO- oppure astensione

Posted by SilviaTerribili under Referendum 
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Ho sempre sostenuto e sempre continuerò a sostenere l’importanza del referendum, vero momento di consultazione popolare e di scelta democratica. Dobbiamo innanzitutto cercare di tenerci ben salda questa ultima possibilità di democrazia.

L’anno prossimo avremo, grazie al referendum,  la possibilità di votare per l’abrogazione del Lodo Alfano, legge fortemente anticostituzionale che permette al presidente del Consiglio l’immunità totale e la libertà di compiere qualsiasi reato.

Per questo motivo l’idea di dovere astenersi per far mancare il quorum al referendum Guzzetta mi disturba molto.

Tuttavia le argomentazioni di Pancho Pardi, che si trovano nel link qui sotto indicato,  mi convincono che in questo momento rischiare di far vincere il –Sì- sarebbe molto pericoloso per cui anch’io devo invitare all’astensione.

Ci tengo in ogni caso a dire che a suo tempo non ho firmato a favore di questo referendum che trovavo inutile perché una legge sbagliata come la legge Calderoli che permette ai vertici dei partiti di nominare i propri eletti in parlamento non può essere sostituita a colpi di referendum con una legge ancora peggiore. Quindi confermo la mia scelta di allora, anche se Di Pietro allora si era schierato a favore del referendum.

La considerazione più triste è che anche Pancho parte dal presupposto che se si andasse a nuove elezioni il PDL vincerebbe in maniera schiacciante. Ma in che paese ci ritroviamo, possibile che non esista una maggioranza di cittadini che vuole una politica diversa, pulita, fatta da persone oneste non indagate, non corrotte, non colluse con mafia e criminalità, che condannano il fascismo e il passato dittatoriale dell’Italia, che difendono i più deboli, i poveri, gli emigrati, gli operai, i lavoratori ?

Possibile che una maggioranza degli italiani abbia già rinunciato alla speranza di un’Italia migliore ?

Possibile che una maggioranza degli italiani avalli la telecrazia come modello condivisibile di società ?

Possibile che le donne accettino di essere umiliate e trattate come merce di scambio da un potere che giorno dopo giorno le disprezza obbligandole a posizioni subordinate di veline ?

La mia profonda fiducia nella democrazia, nelle istituzioni democratiche mi porta a credere che dovremmo coraggiosamente invitare a votare –NO- a un referendum che peggiora la situazione attuale, e che dovremmo essere sicuri di essere una maggioranza che vuole più democrazia e non più regime del pensiero unico televisivo.

Le argomentazioni disincantate di Pancho Pardi, che si trova a stretto contatto con gli elettori, purtroppo mi convincono che l’opposizione e quel che resta della sinistra non hanno più la forza di convincere nessuno che è importante votare –NO- al referendum e si cerca pertanto la soluzione meno penalizzante che è quella dell’astensione.

Quindi se nei prossimi giorni non percepirò un forte appoggio al –NO- da parte della sinistra e della società civile, se non sentirò la voce di una grande maggioranza che crede ancora nella civiltà, nella democrazia, nelle regole uguali per tutti, mi unirò anch’io a Pancho nell’invitare tutti gli elettori ad astenersi per far mancare il quorum al referendum Guzzetta che peggiorerebbe ulteriormente la gravità della carenza di democrazia in Italia.

Qui trovate l’intervento del senatore IdV Pancho Pardi:

http://temi.repubblica.it/micromega-online/050509-boicottiamo-il-referendum-truffa/

 Qui trovate il testo integrale dei quesiti referendari:

 http://www.referendumelettorale.org/dettaglio/64284/I_tre_quesiti