Come possiamo liberarci del debito pubblico non rimborsabile?

Il 24 luglio 2017 abbiamo intervistato Alberto Micalizzi, economista e ricercatore universitario. Collaboratore dell’Istituto di Alti Studi sulla sovranita’ economica e monetaria. Negli anni 2000 ha lavorato nella City di Londra come consulente e gestore di fondi di investimento.
Docente ricercatore presso la SDA Bocconi. Nel 2003 ha conseguito il Ph.D. in Finanza Quantitativa presso l’Imperial College di Londra.

Qui si puo’riascoltare l’intervista:

http://www.salto.nl/programma/onda-italiana/8619909382606ced66fdc85f733dacaf

gli inganni
Il debito. Il buon senso ci ha sempre detto che non si fa il passo più lungo della gamba. Quindi non si chiedono prestiti per comprare qualcosa se non puoi permettertelo, se non hai la certezza di poter ripagare il prestito.

Briciole di saggezza: Non puoi comprarti la macchina, la casa, un nuovo computer, un cellulare se non hai i soldi per farlo.

Secondo me queste briciole di saggezza andrebbero ribadite rifiutando quindi la religione dell’indebitarsi a tutti i costi perché lo vuole chi? Il mercato.

La domanda è: perché le classi dominanti (politica, finanziaria, mediatica, europea) continuano a imporci questo modello disastroso dell’indebitamento a tutti i costi?

RISPOSTA
Il debito pubblico è diverso da quello privato.
Quello privato nasce in genere dal disallineamento tra entrate ed uscite all’interno del bilancio personale o familiare. Quello pubblico nasce invece in gran parte da una convenzione contabile e potrebbe non esserci affatto.

Come caso estremo infatti dobbiamo comprendere che uno Stato sovrani che emettesse moneta attraverso il proprio Tesoro non avrebbe debito pubblico. Emetterebbe la moneta che serve e scriverebbe questa moneta come attivo non come passivo. L’attivo sarebbe controbilanciato dal valore creato per la collettività.

Quindi uno Stato sovrano ha debito se decide di farsi prestare i soldi da un ente terzo, sia esso privato o pubblico. A sua volta, tale debito va distinto in reale e figurativo. E’ reale se il terzo è economicamente indipendente dal Governo, altrimenti è figurativo.

Facciamo un esempio. Fino all’entrata nell’Euro la Banca d’Italia era un istituto di diritto pubblico a servizio dello Stato. Prestava soldi al Tesoro italiano ma il debito risultante era figurativo o strumentale nel senso che non andava realmente rimborsato perché serviva ad immettere liquidità nel sistema per far funzionare gli scambi.

La mia proposta è di considerare similmente figurativo o strumentale il debito attualmente risultante non solo verso Banca d’italia ma anche verso BCE e le altre banche commerciali dell’Eurozona in quanto ha la stessa origine.

DOMANDA:

Quindi non è vero che il debito nasce dal fatto che siamo stati spendaccioni?

RISPOSTA:

Se guardiamo alla spesa pubblica come percentuale del PIL, negli ultimi 30 anni l’Italia si colloca a metà strada tra Francia, Germania e UK, con una percentuale di spesa del 40-45%… Quindi non è vero che siamo stati spendaccioni.

DOMANDA:

E’vero che lo stato italiano deve indebitarsi con la BCE per effettuare qualsiasi tipo di spesa pubblica?
Non con la BCE ma con le banche del sistema. Vero.

…continua…

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