Chi ha acquistato derivati a nome dell’Italia?

derivatiChi ha acquistato derivati a nome dell’Italia?

L’austerity andrebbe imposta a loro.

Gli uffici finanziari della Banca d’Italia, tra il 2011 e il 2014 hanno accumulato perdite su operazioni finanziarie pari a quasi 17 miliardi di euro.

Vogliamo sapere chi ha condotto e chi ha avallato quelle operazioni finanziarie (evidentemente rischiose) e perché il rischio di quelle operazionni sbagliate debba ricadere sul bilancio pubblico.

Non è accettabile che i cittadini debbano pagare per gli errori compiuti dai manager della Banca d’Italia e dai loro politici di riferimento.

Secondo il Tesoro i derivati in essere ammontano a 159 miliardi di euro che nel loro complesso a fine 2014 erano già in perdita per circa 42,6 miliardi di euro.

Queste perdite vengono ora addossate ai cittadini italiani che hanno mai saputo che cosa veniva comprato con i loro soldi.

Il neoliberismo è una religione dogmatica e dittatoriale che non ammette critiche. Per rivelarne il fallimento e il danno economico, sociale e morale che arreca a tutta la società, basterebbe che noi cittadini a sinistra facessimo le domande giuste ai manager e ai politici di alto livello che hanno acquistato con i nostri soldi tra l’altro i contratti derivati dei quali non possiamo liberarci se non restituendo alle banche che ce li hanno rifilati centinaia di miliardi di euro.

Altro che austerità imposta solo ai poveri e alla classe media sempre più povera. Dovremmo cominciare a chiedere a chi ha firmato questi contratti capestro a nome dell’Italia di ripagare le spese con i propri soldi.

fonte: Roberto Marchesi sul Fatto Quotidiano

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